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Viale Vittorio Veneto, 51 - 36016 Thiene (VI)

Propulsori Elettrici

Da carrozzina manuale a carrozzina elettronica in pochi passaggi: comodità e versatilità a portata di mano.

I propulsori sono dei dispositivi elettrici che si applicano ad una carrozzina manuale con la funzione di aiutare l’utente nell’autospinta riducendo, in questo modo, l’insorgenza della fatica e la comparsa di alterazioni strutturali da usura a carico, per esempio, della spalla.

In base alla loro funzione e alla loro modalità di attivazione possiamo distinguere due grandi categorie:

Propulsori Elettrici Posteriori

Sono dei dispositivi dotati di particolari ruote motorizzate che vanno a sostituire le ruote standard della carrozzina manuale.

Si guidano tramite comando a Joystick il che permette, in pochi passaggi, di trasformare una carrozzina manuale in una vera e propria carrozzina elettrica.

È pensato per una vasta gamma di utenti, in particolare per utenti che vogliono mantenere il massimo comfort nella seduta o che hanno limitazioni di forza a carico degli arti superiori per cui i precedenti propulsori non sarebbero utilizzabili autonomamente.

Propulsori Elettrici Anteriori

Sono dotati di una singola ruota e di un manubrio con apposito acceleratore e freno.

Questi ausili si sostituiscono quindi all’autospinta dell’utente e sono pensati per lunghi spostamenti avendo un’autonomia sino a 40-50 km con singolo ciclo di carica.

Incentivatori di Spinta

Si attivano grazie all’autospinta dell’utente e hanno la funzione di mantenere il movimento dato da una singola spinta del paziente.

A parità di forza impressa, quindi, viene percorsa maggior strada con minore dispendio energetico.

Roberta: una Mamma nuovamente a spasso con la figlia

La sig.ra Roberta ha una malattia progressiva e usa una carrozzina superleggera pieghevole spinta in parte da lei e in parte dal marito.

Roberta, a causa della malattia, ha poca forza nelle mani e non riesce a prendere bene il corrimano della ruota per spingersi e quindi riesce a fare solo brevi spostamenti, doveva essere sempre accompagnata da qualcuno che poi la spingesse.

Essendo anche una mamma, aveva bisogno di poter dedicarsi ai bisogni della figlia senza che nessuno si dedicasse ai suoi. Vista l’impossibilità di muoversi da sola, Roberta mi ha contattato per chiedermi che soluzioni ci potevano essere senza stravolgere troppo le sue abitudini quotidiane.

Perché non rendere, quindi, elettrica la sua attuale carrozzina superleggera? In questa maniera, infatti, è possibile mantenere la carrozzina e la postura a cui è abituata da anni, è possibile garantire la leggerezza nel carico e scarico quotidiano della carrozzina dall’auto e soprattutto, in base alle circostanze e all’uso, si può passare da carrozzina manuale a elettrica e viceversa.

Roberta è ritornata a sperimentare il piacere dell’autonomia nello spostarsi, sia in casa che fuori, senza dover necessariamente dipendere dalla spinta di qualcun altro!

Le bastano due dita per muoversi pressoché ovunque ritardando la comparsa della fatica e aumentando, di conseguenza, la sua vita da mamma!

Le molteplici soluzioni che il mercato offre richiedono un’accurata valutazione funzionale (del paziente) e strutturale (della carrozzina manuale) per meglio identificare il sistema maggiormente idoneo.

A tale scopo, infatti, la prova di tale strumenti risulta fondamentale per meglio verificare l’efficacia e l’appropriatezza dello strumento prima di procedere all’acquisto o alla prescrizione.

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